Storia


Il Consorzio di bonifica Territori del Mincio è stato costituito con Decreto del Presidente della Regione Lombardia n. 7169 del 6 agosto 2012 e deriva dalla fusione dei preesistenti Consorzi di bonifica Fossa di Pozzolo e Sud Ovest Mantova.
La configurazione dei Consorzi di bonifica è periodicamente soggetta a revisione, così che per delinearne una seppur breve storia della loro origine si devono analizzare le singole realtà che hanno preso forma nel tempo a tutela di specifici interessi delle aree interessate.
Mantova ed il territorio della sua provincia rappresentano un importante e sofisticato nodo idraulico nell'ambito della sistemazione del lago di Garda e dei fiumi Mincio e Po.
L'acqua per Mantova costituisce un elemento naturale e la storia e lo sviluppo della città e del contado sono strettamente correlati ad essa.
Il territorio posto in sinistra del fiume Mincio è stato storicamente individuato come Consorzio di bonifica Fossa di Pozzolo originatosi nel 1889 dalla riunione di preesistenti "Digagne" (così definite dal termine diga), forme associative di utenti che provvedevano alla gestione e manutenzione dei canali che utilizzavano le acque della Digagna madre: Fossa di Pozzolo, alimentata direttamente dal fiume Mincio. L'origine del canale Fossa di Pozzolo è antichissima e si ritiene che sia stata originariamente scavata nel 101 a.C. a scopo di difesa all'epoca dell'invasione dei Cimbri.
Il primo fondamento giuridico dell'uso delle acque nel mantovano risale al 1416, con l'editto emanato da Gian Francesco Gonzaga, primo Marchese di Mantova, ma è con il Trattato del 25 giugno 1764, detto del Tartaro, che viene stabilito il piano d'irrigazione per il territorio mantovano con utilizzo delle acque dei canali Fossa di Pozzolo e Molinella, in precedenza oggetto di continui dissidi con le confinanti popolazioni veronesi.
Con il ritorno della dominazione austriaca dopo la parentesi napoleonica, viene compiuta una minuziosa ricognizione degli usi dell'acqua ed il "Piano Dari" del 1835 costituisce il riconoscimento dei diritti ed usi d'acqua in atto a quell'epoca.
Quindi la storia diviene relativamente recente e si arriva al 1889 quando, come si è detto, le varie "Digagne" sono state raggruppate in un unico Consorzio per irrigazione, animazione di opifici ed anche parzialmente di scolo, dotato di statuto e costituito secondo la nuova legislazione nazionale del neocostituito Regno d'Italia.
Con D.M. del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste n. 1533 del 16 maggio 1940 viene riconosciuta all'Ente la figura giuridica di Consorzio di bonifica ed a conclusione di reiterate domande e lungo iter procedurale, il D.M. del Ministero dei Lavori Pubblici n. 580 del 16 maggio 1974 ha riconosciuto al Consorzio di bonifica Fossa di Pozzolo la titolarità delle derivazioni ad uso irriguo per antico titolo, quale rappresentante di tutti gli utenti in esso consorziati.
Diversa si configura la storia del territorio posto in destra del fiume Mincio, qui la città di Mantova ed il territorio posto a sud della sua latitudine, delimitato dai fiumi Oglio, Mincio e Po, hanno costituito il comprensorio del Consorzio di bonifica Sud-Ovest Mantova, i cui momenti più rilevanti che hanno contribuito a conformare questa porzione di territorio possono così riassumersi.
E' validamente documentato che anticamente il fiume Mincio si dirigesse direttamente verso il mare Adriatico senza sfociare in Po ed è accreditata la tesi che nel 989, a causa di un'imponente alluvione, l'Adige abbia modificato il suo percorso andando ad occupare l'alveo che era originariamente di Mincio, mentre quest'ultimo veniva deviato in Po, ove tuttora va a sfociare in località Governolo.
L'alterazione dell'assetto fluviale ha dato origine a problemi di ordine idraulico per Mantova ed il territorio circostante, rendendo la zona sensibile ai regimi idraulici del Po, con l'alternanza di periodi di piena a periodi di magra.
Si deve al Pitentino l'attuale assetto idrografico dei laghi di Mantova che, essenzialmente per motivi difensivi, nel 1190 ha creato un imponente dislivello tra il lago Superiore ed il lago di Mezzo di circa m. 3,00, così da far defluire l'acqua del lago Superiore anche nella zona a sud dell'abitato di Mantova, formando il quarto lago del Paiolo e rendendo la città molto sicura da possibili attacchi militari.
Sfruttando poi gli avvallamenti esistenti di un antico paleoalveo di Mincio localizzati tra Rivalta e Borgoforte, il Pitentino ha ideato, e successivamente nel 1259 è stata portata a termine, la difesa del Serraglio, che facendo defluire secondo necessità le acque dal lago Superiore direttamente in Po creava un'sola inespugnabile compresa tra il Serraglio ad ovest, il Po a sud ed il Mincio con i suoi laghi a nord e ad est.
Nel secolo XVIII, sotto la dominazione di Maria Teresa d'Austria, il lago Paiolo è stato completamente prosciugato per problemi di ordine igienico-sanitario ed è soltanto verso la fine del secolo XIX che prendono avvio interventi sulla rete idrografica esistente al fine di migliorare lo scolo delle acque, così che vengono costituiti i primi Consorzi tra i proprietari interessati.
L'avvento della meccanizzazione ha reso possibile la bonifica di ampi territori che rimanevano paludosi ogniqualvolta i fiumi andavano in piena e così con R.D. n. 251 del 31/3/1901 è stato costituito il Consorzio di bonifica Roncocorrente cha ha realizzato nel 1911 l'omonimo impianto idrovoro a Borgoforte, mentre con R.D. del 27/3/1920 è stato istituito il Consorzio di bonifica dei Territori a Sud di Mantova che, raggruppando una serie di preesistenti piccoli Consorzi locali sorti per gestire circoscritti bacini di bonifica, ha provveduto alla realizzazione tra gli anni 1926 - 1929 di tre impianti a servizio della città di Mantova (Ponte Arlotto, Valletta Valsecchi e Paiolo Basso) nonché del grande impianto della Travata a Bagnolo San Vito.
Altri impianti idrovori minori sono stati realizzati negli ex Consorzi di miglioramento fondiario Boccadiganda, Cesole-Canicossa-Campitello e Maldinaro.
Oltre all'espletamento delle funzioni connesse allo scolo del territorio, con la realizzazione di ulteriori impianti di sollevamento si è consentita anche l'irrigazione dei terreni agricoli, che in parte viene assicurata con l'impinguamento dei canali ed in parte con impianti pluvirrigui che servono circa 3.700 ettari con acqua fornita in pressione agli idranti.
Con il passaggio delle funzioni della bonifica dallo Stato alle Regioni, la Regione Lombardia con propria legge n. 59/1984 ha provveduto ad una prima riperimetrazione dei comprensori, accorpando territori in precedenza appartenenti ad altrettanti Consorzi di bonifica e sopprimendo anche alcuni Consorzi di miglioramento fondiario che operavano all'interno dei territori consortili. Da ultimo, con legge n. 25/2011 la Regione Lombardia ha disposto una seconda riperimetrazione dei comprensori di bonifica disponendo la fusione dei preesistenti Consorzi Fossa di Pozzolo e Sud Ovest Mantova nel nuovo Consorzio di bonifica Territori del Mincio.

 

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